venerdì 20 maggio 2016

Viaggio a Trieste e Gorizia sulle orme di Madame Royale e degli ultimi Borbone di Francia

Negli ultimi anni, anche grazie alle molte visite organizzate dall'Aimant - Associazione Italiana Maria Antonietta, ho avuto la grande fortuna di visitare luoghi da sogno e dal grandissimo valore storico.
Quello che si è appena concluso però, è stato senza dubbio uno dei viaggi più emozionanti di sempre.

In Italia, come racconto anche nel mio libro, ci sono molte testimonianze più o meno direttamente legate a Maria Antonietta ma a Gorizia, a Nova Gorica per l'esattezza, a cavallo tra il confine tra Italia e Slovenia c'è forse il luogo più strettamente connesso all'ultima regina di Francia.

Qui infatti, nella cripta di un Monastero che svetta tra verdi colline, si trova la cosiddetta "Piccola Saint Denis": la Cripta dove riposano gli ultimi Borbone di Francia che proprio in questa terra hanno trascorso buona parte del loro travagliato esilio.



Quella al Monastero di Castagnevizza era in realtà solo l'ultima tappa, sebbene per me la più emozionante, di un intero week-end dedicato alla storia dei Borbone e degli Asburgo.

Sabato il nostro gruppo si è dato appuntamento davanti ad uno dei più bei castelli del nostro paese, quello di Miramare a Trieste e qui abbiamo ripercorso le vicende di Massimiliano d'Asburgo e di sua moglie Carlotta che insieme hanno progettato ogni dettaglio di quello che sarebbe dovuto essere il loro rifugio in riva al mare e lontano dalla corte di Vienna. Sempre da qui è salpata l'imperatrice Elisabetta, nota ai più come Sissi, per alcuni dei suoi leggendari viaggi solitari.

Delle meraviglie di questo castello e della nostra straordinaria visita vi parlerò però in un altro post.





Oggi voglio portarvi ancora più lontano ed esattamente a Gorizia, città di confine, dove gli ultimi Borbone di Francia hanno trascorso la parte finale del loro esilio.

In mattinata siamo partiti alla volta di Gorizia per scoprire un luogo che pochi conoscono ma che merita indubbiamente una visita: si tratta del Palazzo Coronini Cronberg, una deliziosa e raffinata residenza di campagna dove nel 1836 trascorse i suoi ultimi giorni di vita Carlo X, conte d'Artois e fratello di Luigi XVI.






Oltre a lui anche gli altri membri della famiglia avevano raggiunto queste terre, all'epoca considerate la "Nizza" dell'Impero Austriaco e tra di essi, anche sua nipote e nuora, Maria Teresa Carlotta di Francia, duchessa d'Angouleme, sfortunata figlia di Luigi XVI e Maria Antonietta.




La storiografia moderna ha quasi dimenticato questa figura austera, (da piccina l'avevano soprannominata "Mousseline la serieuse" per via del suo carattere introverso e altezzoso), triste e segnata da un'infanzia tremenda durante la quale ha visto perire poco a poco tutta la sua famiglia. Aperte le porte della prigione del Tempio dove era rimasta rinchiusa per gran parte della sua adolescenza, Madame Royale ha iniziato a peregrinare per l'Europa in compagnia dei superstiti della sua famiglia scampati alla lama della ghigliottina: lo zio conte di Provenza, che diverrà poi Luigi XVIII, suo marito il duca d'Angouleme e suo suocero, il futuro Carlo X.

Il loro sarà un esilio lunghissimo, intervallato soltanto dal ritorno in Francia in concomitanza della prima e seconda Restaurazione e del conseguente ritorno sul trono dei due fratelli minori di Luigi XVI. Per un breve periodo Maria Teresa farà le veci di regina (anche se di fatto non avrà mai questo titolo se non per i pochi minuti che separarono la doppia abdicazione di Carlo X e di Luigi XIX, suo marito) e cercherà di ricreare a Parigi quella corte che aveva conosciuto durante la sua felice infanzia a Versailles.


Sulla vita di Maria Teresa è stato scritto pochissimo e di lei si perdono quasi le tracce dopo la liberazione avvenuta nel 1795. In realtà la sua sarà una vita lunga, travagliata e contrassegnata da momenti di grande eroismo. Pur non avendo nulla del fascino della compianta madre, Madame Royale vivrà un'esistenza quasi leggendaria e avvolta nel mistero: una vita ritirata, che la renderà agli occhi di tutta Europa una specie di reliquia vivente dell'ancien regime.

A lei facevano quotidianamente visita i royalisti sparsi un po in tutto il vecchio continente e al momento dell'incontro con la figlia di Luigi XVI, sembrava inevitabile per tutti assumere un tono triste e serioso. Questa tristezza ha indubbiamente segnato tutta la sua vita rendendola una figura sfuggente, ruvida e fuori dal tempo.

Il suo peregrinare toccherà le tappe più disparate: dopo il ritorno a Vienna (periodo considerato da Maria Teresa una seconda prigionia, in seno alla corte che non aveva mosso un dito per salvare la sua famiglia), sposerà suo cugino il duca d'Angouleme e insieme allo zio Luigi XVIII accetterà l'ospitalità dello Zar Paolo I che metterà a loro disposizione Palazzo Mitava in Lettonia. Poi sarà la volta della Polonia e infine dell'Inghilterra dove Maria Teresa riabbraccerà con sincero affetto suo suocero, Carlo X e suo cognato il duca di Berry.

Con la Prima Restaurazione Maria Teresa, dopo ben 20 anni di esilio, può finalmente tornare nella sua patria, la Francia. La sua primissima visita sarà proprio al cimitero della Madeleine dove erano stati sepolti entrambi i suoi amati genitori e dei quali aveva per mesi ignorato la sorte durante la prigionia al Tempio (nelle memorie di Pauline de Tourzel, sua dama di compagnia dai tempi a Versailles, questo momento è raccontato con dovizia di particolari: ho scelto di riproporlo anche nel mio libro e non vi nascondo che ogni volta che lo rileggo mi salgono le lacrime agli occhi)

Luigi XVIII dalle Tuileries, assiste all'ingresso delle armate spagnole, attorniato dalla sua famiglia. 1824

Proprio gli occhi tristi e arrossati di madame Royale furono l'emblema della Restaurazione: durante i 100 giorni, Maria Teresa in viaggio col marito a Bordeaux, inciterà l'esercito a resistere contro l'usurpatore Napoleone suscitando l'ammirazione anche del generale stesso che la definirà: «...l'unico uomo della famiglia dei Borboni».

L'eroina di Bordeaux, esaltata dai royalisti, diviene invece per tutti i liberali un personaggio scomodo ed anacronistico. Con la Seconda Restaurazione, e a causa della scomparsa della moglie del sovrano Luigi XVIII, Maria Teresa è ormai di fatto la figura femminile più importante del regno. Intrappolata in un matrimonio sterile e in una corte volutamente antiquata e contraddistinta da rituali da tempo superati, Maria Teresa ormai quarantenne, continua la sua esistenza come delfina di Francia: alla morte di Luigi XVIII salirà al trono infatti suo suocero Carlo X.

La volontà di Carlo X di riportare indietro le lancette di circa 40 anni causerà lo scoppio della rivoluzione del 1830 e un nuovo definitivo esilio per i Borbone.

Dopo la doppia abdicazione di suo suocero e di suo marito in favore di Enrico V di Chambord, Maria Teresa inizierà un nuovo esilio che toccherà tante terre lontane: dall'Inghilterra alla Scozia, da Praga a Venezia e infine, Gorizia. Qui nel 1836, ospite dei conti Coronini, la famiglia dà il suo addio a Carlo X sorpreso dal colera appena 9 giorni dopo il suo arrivo.



Camera dove morì Carlo X il 6 novembre del 1836

Palazzo Coronini Cronberg conserva ancora oggi al suo interno degli arredi molto ricchi ed è immerso in un tranquillo e rigoglioso giardino all'inglese. Tra le sale più importanti c'è la camera dove morì Carlo X e oggi trasformata in salotto per via di uno scambio di mobilia avvenuto con lo stato francese. In uno dei saloni spiccano alle pareti anche due famosi ritratti opera Ludwig Guttenbrunn e datati 1788: uno rappresenta "Maria Antonietta in veste di Erato" e nell'altro si vedono i suoi due bambini, "Maria Teresa e Luigi Giuseppe", che si tengono per mano nei giardini del Petit Trianon


Il resto della Famiglia troverà alloggio presso il palazzo cittadino che oggi ospita il Grand Hotel Entourage (dal nome dell'entourage che aveva seguito il re Carlo X appunto). In questa dimora Maria Teresa vivrà per ben 9 anni dedicandosi completamente all'educazione dei nipoti ed in particolare del re de facto Enrico d'Artois, prima di partire definitivamente alla volta dell'Austria.




Un bellissimo busto della regina Maria Antonietta si trova proprio all'ingresso del Hotel


Nel castello di Frohsdorf vicino a Vienna, Maria Teresa assiste alla morte del marito avvenuta il 3 giugno del 1844. La scomparsa del suo sposo precede di soli 6 anni quella della stessa Madame Royale che morirà di polmonite il 19 ottobre del 1851 all'età di 70 anni.

Oggi tutti i membri della sua famiglia in esilio riposano insieme a lei nella Cripta del Monastero di Castagnevizza. Qui, in una nicchia situata sotto l'altare centrale della Chiesa, si trovano le tombe di Maria Teresa duchessa d'Angouleme, di re Carlo X, del duca d'Angouleme suo marito, noto come Luigi XIX, quella di suo nipote Enrico V, della moglie e della sorella di lui.






















Un pezzo di Francia adagiato sulle colline al confine tra Italia e Slovenia che abbiamo avuto la fortuna di visitare proprio domenica scorsa insieme gli amici dell'Aimant.

Per omaggiare la duchessa d'Angouleme abbiamo portato un mazzo di rose bianche: il fiore preferito da sua madre Maria Antonietta.



Quello appena concluso è stato per me un viaggio ricco di emozioni e di commozione che ci ha permesso di scoprire una parte della storia di Francia da molti dimenticata ma allo stesso tempo ricca di fascino.

Per leggere il racconto dell'intero week end  vi invito a visitare il blog ufficiale dell'AIMANT mentre per scoprire l'affascinante personaggio di Maria Teresa vi consiglio la toccante biografia scritta dal grande Andre Castelot "Madame Royale" e (purtroppo) disponibile solo in lingua francese.

A presto.

3 commenti:

  1. La vita dei figli dopo la morte di Maria Antonietta mi ha sempre incuriosito ed avevo veramente letto poco. Non sapevo neanche che fine avessero fatto. Ora ho letto che sono stati lasciati prigionieri e il principe 10 anni è morto ... Io che sono mamma non posso pensare a che cosa possano aver passato.

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  2. Carissima sono d'accordo con te: la vita dei figli di Maria Antonietta è stata segnata da una tragicità disarmante. L'unica a raggiungere l'età matura è stata appunto madame Royale ma anche la sua, come avrai letto, non è stata un'esistenza felice. Grazie mille per la tua visita e a presto.
    Alice

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  3. Bellissimo articolo che ho letto dopo avere visitato, proprio oggi, la cripta dei Borboni a Nova Gorica. E' stato emozionante e commovente, un brivido lungo la schiena, qualcosa di inspiegabile per me che amo e ho scritto della Francia rivoluzionaria. In virtù di questo, mi preme precisare un piccolo (e forse irrilevante) particolare: lo sfortunato fratello di Maria Teresa, cioè Luigi Carlo, non è morto (io dico assassinato) principe, è morto re, RE LUIGI XVII. E' stato murato vivo nella prigione del Tempio ed è morto di stenti (dopo una breve liberazione nel periodo del Terrore Bianco) l'8 giugno 1995, all'età di soli 10 anni.

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