domenica 16 marzo 2014

Rosalie Lamorliere: intervista all'ultima "cameriera" della regina Maria Antonietta

In tutte le biografie sulla regina Maria Antonietta si fa riferimento a colei che fu la sua ultima servitrice durante la prigionia al carcere della Conciergerie. Colei alla quale venne affidato l'ingrato compito di assistere l'ormai ex regina di Francia durante i suoi ultimi 67 giorni di vita, fu una fanciulla semi analfabeta di umili origini ma dotata di buon cuore e dallo spirito caritatevole: Rosalie Lamorliere.



Di lei e della sua vita prima dell'incontro con la regina si sa poco o nulla. Nata a Breteuil nel 1768 e orfana di madre, era stata cresciuta dal padre calzolaio ed era andata a servizio presso la dimora di Madame Beaulieu una donna di fede monarchica che si dice morì di dolore nell'apprendere la fine di Luigi XVI. Dopo la morte di madame, suo figlio si incaricò di  raccomandare Rosalie a madame Richard, ex merciaia e moglie di uno dei carcerieri della Conciergerie. Rosalie accettò controvoglia l'idea di andare a lavorare in una prigione ma ben presto capì che in un luogo oscuro come quello avrebbe potuto fare del bene e portare un po di sollievo ai molti condannati che qui trascorrevano quelle che spesso si rivelavano essere le loro ultime ore di vita prima della ghigliottina.

Rosalie nello sceneggiato "La Rivoluzione Francese" del 1989

Rosalie nello sceneggiato "La Rivoluzione Francese" del 1989
Rosalie venne informata da Madame Richard dell'imminente arrivo della sovrana la sera del 1 agosto 1793: "Rosalie stanotte non andremo a letto. Vi riposerete su quella sedia perchè la regina verrà trasferita qui dal Tempio."
Sappiamo come Rosalie e Madame Richard fecero di tutto per rendere accogliente la misera cella che avrebbe ospitato Maria Antonietta: un letto da campo, uno sgabello, due sedie, una coperta leggera, un bidet.  "Erano le 3 quando madame Richard mi svegliò e mi disse che la regina era arrivata. tremavo nello scendere le scale del corridoio che portava alla Sala del Consiglio" dove era stata alloggiata. Era pieno di guardie e faceva molto caldo. La prima immagine e che Rosalie ha di Maria Antonietta è quella di una donna esausta e spaesata: Ricordo il suo viso grondante di sudore: si portò due e tre volte il fazzoletto al volto per asciugarsi e nel contempo guardava con desolazione la cella dove era stata confinata.
Subito dopo salì su uno sgabello che le avevo portato da casa mia e appese un orologio al chiodo della parete. Iniziò a prepararsi per andare a letto così mi feci coraggio e mi avvicinai per aiutarla:
 "Vi ringrazio figlia mia ma da che non ho più nessuno al mio servizio faccio da sola"

Maria Antonietta in preghiera alla Conciergerie Charles Louis Lucien Muller 1856-57

 Maria Antonietta dal film "L'autrichienne"
Nei giorni a seguire sappiamo che Maria Antonietta e Rosalie condivisero diversi momenti di dialogo e di intimità: Rosalie la aiutava ad acconciarsi, le portava i pasti e nelle sue memorie la giovane cameriera non perde mai occasione di ricordare quanto la regina fosse dolce e gentile nei suoi confronti. Sarà Rosalie a raccontarci dei due gendarmi che stazionavano giorno e notte nella cella della regina e sempre lei a ricordare le lacrime di Maria Antonietta alla vista del figlio di madame Richard che la donna aveva introdotto nel carcere pensando di distrarre la sovrana e che invece le causò un terribile dolore poichè le ricordava il suo chou d'amour imprigionato al Tempio e affidato alle "cure" del ciabattino Simon.

Marie Antoinette le matin de son exécution by Tony Robert-Fleury
Rosalie sarà con lei anche nelle ultime fatali ore prima della partenza per il patibolo.
Dopo due interi giorni di processo, in cui la regina non aveva toccato cibo e durante i quali era tormentata da tremende emorragie, Maria Antonietta era stata condannata a morte.

Rosalie e Maria Antonietta dal film "L'autrichienne"

Rosalie apprese tra le lacrime la notizia e fece appello a tutto il suo coraggio per entrare nella cella dove Maria Antonietta singhiozzava in attesa della fine. Albeggiava, le due candele che le avevano concesso per scrivere il suo testamento erano quasi del tutto consumate. La regina era distesa sul letto con il viso rivolto verso la finestra, appoggiato sulla mano.
"Madame so che non avete mangiato nulla ieri, cosa posso portarvi stamattina?" La regina, che piangeva a singhiozzi, mi guardò e mi disse "Figlia mia non ho più bisogno di nulla. E' tutto finito per me". "Vi ho tenuto in caldo un po di buillon, dovete tenervi su, mangiatene un po."
 "Va bene Rosalie portatemi il bouillon."


Poco dopo Rosalie aiutò la regina a svestirsi e a prepararsi per andare a morire. In quel frangente si svolse anche la pietosa scena della biancheria intrisa di sangue che Maria Antonietta cercò di celare agli sguardi dei gendarmi, nascondendola in una fessura tra la carta da parati e il muro...

Rosalie e Maria Antonietta nello sceneggiato "La Rivoluzione Francese" del 1989
Rosalie e Maria Antonietta nello sceneggiato "La Rivoluzione Francese" del 1989

Al momento del commiato Rosalie non ebbe il coraggio di dire nulla ne di inchinarsi: mostrare compassione o peggio, pietà, poteva significare l'arresto! "Dopo la partenza della regina corsi nella mia stanza e scoppiai in lacrime."

Rosalie e Maria Antonietta nello sceneggiato "La Rivoluzione Francese" del 1989

Cosa accadde a Rosalie dopo la fine della Rivoluzione? Che fine fece la dolce ancella della regina? La risposta a questa domanda ci giunge dall'inchiesta svolta da Madame Simon Vouet che nel 1836 si mise alla ricerca di tutte le persone che avevano avuto contatti con Maria Antonietta così da poter ricostruire quelli che erano stato i suoi ultimi mesi di vita. Dopo quasi quarant'anni dalla morte di Maria Antonietta, Madame Vouet scoprì che Rosalie era ancora viva e che abitava presso l'Hospice des Incurables in rue de Sevres a Parigi (oggi Hopital Laennec.)

Madame Vouet  attese per tutto il giorno che Rosalie tornasse dai suoi giri di assistenza ai meno fortunati e quando vide spuntare dalla rue Saint Roman una donna vestita in maniera umilissima ma dignitosa, dal viso ancora bello nonostante l'età e che non dimostrava più di 50 anni (Rosalie ne aveva in realtà quasi 70), alta e magra, dal passo quasi solenne e dai tratti che rivelavano un animo profondo, capì di trovarsi di fronte a Rosalie Lamorliere.


Hospices des Incurable ad inizio '800. Musée Carnavalet

La Chapelle de l'Hospice oggi
Rosalie la accolse in maniere alquanto distaccata -non doveva certo essere la prima persona che andava da lei a chiederle della regina- ma tuttavia gentile. Dopo un iniziale rifiuto Rosalie accettò di essere interrogata e scrutando in silenzio l'interlocutrice le disse: "Allora? Immagino vogliate sapere della Conciergerie? Ho già detto tutto in passato a Monsieur Lafonte Laussone (uno dei primi biografi della regina)" ma Madame Vouet iniziò comunque la sua intervista e le domande che fece a Rosalie mi hanno lasciata senza parole.

Anch'io, se avessi avuto la straordinaria opportunità di trovarmi faccia a faccia con l'ultima persona che è stata vicino a Maria Antonietta, probabilmente le avrei fatto le stesse identiche domande di Madame Vouet. E voi? Eccole qua:

M.me VOUET:  "Sarà stata molto riconoscente nei vostri confronti la duchessa d'Anglouleme, visto che siete l'unica persona la mondo che le può riferire l'eroica fine di sua madre?"

ROSALIE: "Godo ancora dei benefici che mi ha accordato la duchessa d'Angouleme (una pensione di 200 franchi all'anno sospesa dopo la monarchia di luglio)  ma vi rinuncerei volentieri se potessi incontrare personalmente ameno una volta la figlia di Madame (la Regina ndr). In realtà non ho fatto nulla per meritare tanto"

M.me VOUET: "Maria Antonietta è sempre stata dipinta come una donna cattiva e vendicativa dai suoi detrattori, come si comportò durante la prigionia? Manifestava odio o sentimenti di vendetta?

ROSALIE: "Non l'ho mai sentita lamentarsi ne della sua sorte ne dei suoi nemici e la calma delle sue parole era riflessa anche nel suo atteggiamento. Tuttavia nella sua tranquillità c'era qualcosa di solenne e profondo, tanto che quando dovevamo entrare nella sua cella, sia io che M.me Richard, restavamo per rispetto alla porta, in attesa che con la sua voce dolce e graziosa, ci dicesse di entrare."

M.me VOUET: "Parlava mai della morte di suo marito Luigi XVI? Temeva per la sua vita?

ROSALIE "Era sempre molto tranquilla e credo fosse certa che sarebbe stata rimandata in Austria coi suoi figli"

M.Me VOUET: " Secondo voi questa calma poteva essere portata dall'assuefazione alla sofferenza dovuta alla lunga prigionia?"

ROSALIE:  "La sua gentilezza era estrema e non perdeva occasione per ringraziare per le poche cure che riceveva. Portava all'interno del suo corsetto un ritratto del giovane re (il delfino Luigi Carlo) e una ciocca dei suoi capelli nascosta all'interno di un guantino di pelle giallo appartenuto al bimbo. Spesso la vedevamo sedersi sul suo misero letto, baciare questi oggetti e piangere amaramente. Le si poteva parlare della sua condizione senza che la cosa la toccasse ma quando si faceva riferimento ai suoi figli, l'idea di abbandonarli per  sempre la faceva disperare. Le emorragie di cui soffriva  non  le davano tregua  tuttavia ci supplicava di non fornirle alcuna cura poichè ella ignorava la causa di questo male  e pertanto tutto sarebbe stato inutile. La sua cella veniva perquisita brutalmente e l'orologio che aveva alla parete le fu strappato via mentre non so che fine abbia fatto il medaglione col ritratto di suo figlio che ha portato fino all'ultimo giorno."

Ute Lemper  interpereta Maria Antonietta nel film "L'Autrichienne"



Dopo aver ripercorso ancora una volta il ricordo dell'ultimo giorno di vita della regina, Rosalie mise sotto gli occhi di Madame Vouet il pacchetto in cui aveva avvolto il suo bene più prezioso: alcuni scampoli di batista di lino che la regina le aveva regalato durante la prigionia alla Conciergerie "Non ho molto da offrire figlia mia ma questo è per voi cara Rosalie."

Sottoveste di lino appartenuta a Maria Antonietta e oggi conservata al Carnavalet (non esposta)

Dopo aver abbracciato la dolce Rosalie, "una donna la cui grandezza d'animo e il cui eroismo avevano elevato al di sopra dell'umile condizione", madame Vouet lasciò l'ospizio piena di ammirazione e di tristezza. Non si rividero più ma Madame seppe da suo marito che, nel 1838, Rosalie viveva ancora li e godeva di ottima salute.

Rosalie morirà nel 1848 e verrà sepolta in una fossa comune. La figlia, nata fuori dal matrimonio, fece mettere un'iscrizione sulla tomba della famiglia Lamorliere al cimitero di Pere Lachaise poco dopo la morte della madre, il cui corpo non venne mai ritrovato.

Tomba della famiglia Lamorliere al cimitero di Pere Lachaise di Parigi 

Per approfondire la storia di questo straordinario personaggio così poco conosciuto, consiglio la lettura del bellissimo romanzo di Ludovic Miserole  "Rosalie Lamorlière : Le dernière servante de Marie-Antoinette". 



4 commenti:

  1. Risposte
    1. Grazie mille Madame Bijoux :-)
      Alice

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  2. Bellissimo e triste. Che grande umanità aveva Rosalie e che in che tristezza doveva vivere i suoi giorni la Regina... . Gli uomini sanno essere molto crudeli.
    Grazie, Federica

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    1. Grazie mille Federica. E' proprio vero: l'uomo sa essere molto pietoso ma a volte la sua crudeltà sembra davvero senza fine. L'unica nota positiva per questa povera donne fu di non conoscere la sorte toccata la figlio tanto amato... Grazie mille e buona giornata a te
      Alice

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