sabato 17 settembre 2011

All'ombra dei salici piangenti: la Chapelle Expiatoire di Maria Antonietta e di Luigi XVI

Nel 2007, durante il nostro primo viaggio a Parigi, in un soleggiato sabato di settembre, io e Chiara abbiamo preso la metropolitana e siamo scese alla fermata Saint Augustin. Era il nostro penultimo giorno e io non volevo assolutamente tornare a casa senza aver prima effettuato l'ennesima tappa del mio Marie Antoinette's tour. Avevamo già tentato di visitare questo piccolo monumento semisconosciuto pochi giorni prima ma con mia grande delusione l'avevamo trovato chiuso (effettua degli orari d'apertura davvero assurdi): c'ero rimasta malissimo così Chiara mi promise che prima di ripartire ci saremmo ritornate.



Non avevo idea di che cosa avremmo visitato: avevo letto per caso di questo luogo in una guida del Touring Club; Poche righe e nessuna foto ma era bastato leggervi sopra la parola magica "Maria Antonietta" per renderlo una tappa irrinunciabile.

Nel 1793, dopo la decapitazione, i corpi dei sovrani vennero infatti inumati nel piccolo Cimitero della Madeleine, oggi ameno e rigoglioso giardinetto situato in Square Louis XVI ma che fino al 1794 fu luogo di sepoltura di moltissime vittime della ghigliottina. Oltre a quello di Luigi XVI e di Maria Antonietta, qui vennero sepolti anche i corpi di Carlotta Corday, Jacques Rene Hebert, Danton e di molti altri. Quello della Regina venne addirittura abbandonato sul prato per qualche giorno, tanto che si dice che fu proprio in questo frangente che la famosa scultrice di cere Madame Tussaud, ebbe modo di modellare la maschera mortuaria della sovrana oggi conservata nel museo di Londra. Qui i corpi dei sovrani riposarono per circa 21 anni finchè, tornato sul trono Luigi XVIII, vennero riesumati e traslati con tutti gli onori nella basilica di Saint Denis, cimitero dei re di Francia e dove, nella semi oscurità della cripta dei Borboni,  riposano ancora oggi.




 Per commemorare i sovrani ghigliottinati, tra il 1815 e il 1826, il nuovo sovrano e fratello dell'ex re fece edificare nel punto esatto del ritrovamento dei loro corpi,  una Chapelle Expiatoire



Cerimonia alla Chapelle Expiatoire, 1835. Turpin de crissè Lancelot Theodore. Museo Carnavalet



Traslazione dei corpi dei sovrani alla basilica di Saint Denis 1815

Ricordo che durante il tragitto per arrivare sul luogo continuavano a tornarmi alla mente alcuni passi della biografia di Antonia Fraser letti poco tempo prima e che mi avevano particolarmente colpita:

Madame Royale, Maria Teresa di Francia, figlia di Maria Antonietta e Luigi XVI

" ...Quando tornò in Francia per la prima volta Maria Teresa (madame Royale, l'unica figlia dei sovrani ad essere sopravvissuta alla rivoluzione) fu accompagnata alle tombe dei genitori da Pauline de Tourzel. Erano le sette del mattino e la duchessa d'Angouleme indossava un abito poco appariscente e un cappello col velo. Le dame furono condotte sul luogo dall'anziano avvocato Desclozeaux, che viveva al 48 di rue d'Anjou, egli si ricordava le due sepolture e, in seguito, si era preso cura delle tombe. Quando il cimitero era stato chiuso nel 1794, Desclozeaux aveva trasformato l'area in giardino, piantandovi due salici piangenti a perenne ricordo. Quando le fu mostrato il posto (della sepoltura), Maria Teresa cominciò a tremare, cadde in ginocchio e poi pregò per la felicità della Francia, quella preghiera che era stata così frequentemente sulle labbra di entrambi i suoi genitori".






Io non so bene come spiegarne il motivo ma la visita a questo luogo mi ha riempito il cuore di tristezza: neanche sulla tomba della Regina a Saint Denis avevo provato una sensazione simile.

Il luogo deserto e decadente, la cappella così silenziosa e cupa, la cripta scura e fredda...e l'idea di tutte le vittime della ghigliottina che trovarono una sbrigativa sepoltura in quel fazzoletto di terra, mi hanno fatta piombare, anche se solo per qualche momento, nella desolazione di quegli anni così bui e violenti. Quel velo che solitamente separa e distacca la realtà dalla Storia, per un attimo si è squarciato.


Maria Antonietta vedova al Tempio. Alexander Kucharski 1793


Maria Antonietta sorretta dalla Fede. (F.J. Bosio)

Testamento della Regina inciso in caratteri dorati sul basamento della statua.


Luigi XVI e l'abate Edgeworth. (J.P.Cortot)

Luigi XVI scrive le sue ultime volontà al Tempio. Danloux Henri-Pierre 1795

Attraverso un passaggio situato dietro la statua della Regina si scende verso la cripta






Ghirlande commemorative risalenti all'anno della sepoltura dei sovrani a Saint Denis



Dopo aver dato un ultimo sguardo, ce ne siamo andate emozionate ma anche pervase da un grande senso di tristezza.

Ecco..Tristezza che spero di non avervi trasmesso...anzi sdrammatizzerò il tutto sottolineando che, girovagando sul web alla ricerca di immagini della Chapelle Expiatoire, ho trovato foto di matrimoni (!) che vengono celebrati proprio in questo luogo...


Personalmente, e vista la scelta che offre la Ville Lumiere, avrei optato per una location diversa...voi che ne dite?

Vi lascio con un video (sempre della stessa pessima qualità di quello del Carnavalet :-) girato proprio in occasione di questa visita nel 2007.



A presto con un post più allegro: promesso ;-)





5 commenti:

  1. Tranquilla Alice, a volte anche la tristezza può aiutare a ragionare sulle nostre azioni e ad aprirci gli occhi.
    Riflettere sui nostri sbagli e, in questo caso, a quanto può essere crudele l'umanità, ci rende più consapevoli e fa onore alla nostra specie.
    Mi sbaglio?

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  2. Scusa il doppio post... Ma il matrimonio qui non si può vedere!!!
    Pollice verso per la scelta della location!!!

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  3. Cara Anna sono d'accordo con te..anche per quanto riguarda la scelta di questa Cappella per un matrimonio...ma come si dice...de gustibus..:-D

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  4. Che bello ecco cosa mi manca da vedere non sono mai riuscita a dandare porca pupazza!!!
    deve essere un'esperienza intensa e da fare assolutamante, sperodi provarla l mio prossimo viaggio!!!

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  5. Ciao Ragazzakattiva, si la Chapelle merita senza dubbio una visita: non tanto per il valore architettonico o artistico, quanto per quello simbolico e spirituale. Solo occhio agli orari di apertura ;-)) Gio ven sab dalle 14 alle 17

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