giovedì 2 luglio 2020

Viaggio a Trieste e Gorizia sulle orme di Madame Royale e degli ultimi Borbone di Francia

Negli ultimi anni, anche grazie alle molte visite organizzate dall'Aimant - Associazione Italiana Maria Antonietta, ho avuto la grande fortuna di visitare luoghi da sogno e dal grandissimo valore storico.
Quello che si è appena concluso però, è stato senza dubbio uno dei viaggi più emozionanti di sempre.

In Italia, come racconto anche nel mio libro, ci sono molte testimonianze più o meno direttamente legate a Maria Antonietta ma a Gorizia, a Nova Gorica per l'esattezza, a cavallo del confine tra Italia e Slovenia c'è forse il luogo più strettamente connesso all'ultima regina di Francia.

Qui infatti, nella cripta di un Monastero che svetta tra verdi colline, si trova la cosiddetta "Piccola Saint Denis": la Cripta dove riposano gli ultimi Borbone di Francia che proprio in questa terra hanno trascorso buona parte del loro travagliato esilio.



Quella al Monastero di Castagnevizza era in realtà solo l'ultima tappa, sebbene per me la più emozionante, di un intero week-end dedicato alla storia dei Borbone e degli Asburgo.

Sabato il nostro gruppo si è dato appuntamento davanti ad uno dei più bei castelli del nostro paese, quello di Miramare a Trieste e qui abbiamo ripercorso le vicende di Massimiliano d'Asburgo e di sua moglie Carlotta che insieme hanno progettato ogni dettaglio di quello che sarebbe dovuto essere il loro rifugio in riva al mare e lontano dalla corte di Vienna. Sempre da qui è salpata l'imperatrice Elisabetta, nota ai più come Sissi, per alcuni dei suoi leggendari viaggi solitari.

Delle meraviglie di questo castello e della nostra straordinaria visita vi parlerò però in un altro post.





Oggi voglio portarvi ancora più lontano ed esattamente a Gorizia, città di confine, dove gli ultimi Borbone di Francia hanno trascorso la parte finale del loro esilio.

In mattinata siamo partiti alla volta di Gorizia per scoprire un luogo che pochi conoscono ma che merita indubbiamente una visita: si tratta del Palazzo Coronini Cronberg, una deliziosa e raffinata residenza di campagna dove nel 1836 trascorse i suoi ultimi giorni di vita Carlo X, conte d'Artois e fratello di Luigi XVI.






Oltre a lui anche gli altri membri della famiglia avevano raggiunto queste terre, all'epoca considerate la "Nizza" dell'Impero Austriaco e tra di essi, anche sua nipote e nuora, Maria Teresa Carlotta di Francia, duchessa d'Angouleme, sfortunata figlia di Luigi XVI e Maria Antonietta.




La storiografia moderna ha quasi dimenticato questa figura austera, (da piccina l'avevano soprannominata "Mousseline la serieuse" per via del suo carattere introverso e altezzoso), triste e segnata da un'infanzia tremenda durante la quale ha visto perire poco a poco tutta la sua famiglia. Aperte le porte della prigione del Tempio, dove era rimasta rinchiusa per gran parte della sua adolescenza, Madame Royale ha iniziato a peregrinare per l'Europa in compagnia dei superstiti della sua famiglia scampati alla lama della ghigliottina: lo zio conte di Provenza, che diverrà poi Luigi XVIII, suo marito il duca d'Angouleme e suo suocero, il futuro Carlo X.

Il loro sarà un esilio lunghissimo, intervallato soltanto dal ritorno in Francia in concomitanza della prima e seconda Restaurazione e del conseguente ritorno sul trono dei due fratelli minori di Luigi XVI. Per un breve periodo Maria Teresa farà le veci di regina (anche se di fatto non avrà mai questo titolo se non per i pochi minuti che separarono la doppia abdicazione di Carlo X e di Luigi XIX, suo marito) e cercherà di ricreare a Parigi quella corte che aveva conosciuto durante la sua felice infanzia a Versailles.


Sulla vita di Maria Teresa è stato scritto pochissimo e di lei si perdono quasi le tracce dopo la liberazione avvenuta nel 1795. In realtà la sua sarà una vita lunga, travagliata e contrassegnata da momenti di grande eroismo. Pur non avendo nulla del fascino della compianta madre, Madame Royale vivrà un'esistenza quasi leggendaria e avvolta nel mistero: una vita ritirata, che la renderà agli occhi di tutta Europa una specie di reliquia vivente dell'ancien regime.

A lei facevano quotidianamente visita i royalisti sparsi un po in tutto il vecchio continente e al momento dell'incontro con la figlia di Luigi XVI, sembrava inevitabile per tutti assumere un tono triste e serioso. Questa tristezza ha indubbiamente segnato tutta la sua vita rendendola una figura sfuggente, ruvida e fuori dal tempo.

Il suo peregrinare toccherà le tappe più disparate: dopo il ritorno a Vienna (periodo considerato da Maria Teresa una seconda prigionia, in seno alla corte che non aveva mosso un dito per salvare la sua famiglia), sposerà suo cugino il duca d'Angouleme e insieme allo zio Luigi XVIII accetterà l'ospitalità dello Zar Paolo I che metterà a loro disposizione Palazzo Mitava in Lettonia. Poi sarà la volta della Polonia e infine dell'Inghilterra dove Maria Teresa riabbraccerà con sincero affetto suo suocero, Carlo X e suo cognato il duca di Berry.

Con la Prima Restaurazione Maria Teresa, dopo ben 20 anni di esilio, può finalmente tornare nella sua patria, la Francia. La sua primissima visita sarà proprio al cimitero della Madeleine dove erano stati sepolti entrambi i suoi amati genitori e dei quali aveva per mesi ignorato la sorte durante la prigionia al Tempio (nelle memorie di Pauline de Tourzel, sua dama di compagnia dai tempi a Versailles, questo momento è raccontato con dovizia di particolari: ho scelto di riproporlo anche nel mio libro e non vi nascondo che ogni volta che lo rileggo mi salgono le lacrime agli occhi)

Luigi XVIII dalle Tuileries, assiste all'ingresso delle armate spagnole, attorniato dalla sua famiglia. 1824

Proprio gli occhi tristi e arrossati di madame Royale furono l'emblema della Restaurazione: durante i 100 giorni, Maria Teresa in viaggio col marito a Bordeaux, inciterà l'esercito a resistere contro l'usurpatore Napoleone suscitando l'ammirazione anche del generale stesso che la definirà: «...l'unico uomo della famiglia dei Borboni».

L'eroina di Bordeaux, esaltata dai royalisti, diviene invece per tutti i liberali un personaggio scomodo ed anacronistico. Con la Seconda Restaurazione, e a causa della scomparsa della moglie del sovrano Luigi XVIII, Maria Teresa è ormai di fatto la figura femminile più importante del regno. Intrappolata in un matrimonio sterile e in una corte volutamente antiquata e contraddistinta da rituali da tempo superati, Maria Teresa ormai quarantenne, continua la sua esistenza come delfina di Francia: alla morte di Luigi XVIII salirà al trono infatti suo suocero Carlo X.

La volontà di Carlo X di riportare indietro le lancette di circa 40 anni causerà lo scoppio della rivoluzione del 1830 e un nuovo definitivo esilio per i Borbone.

Dopo la doppia abdicazione di suo suocero e di suo marito in favore di Enrico V di Chambord, Maria Teresa inizierà un nuovo esilio che toccherà tante terre lontane: dall'Inghilterra alla Scozia, da Praga a Venezia e infine, Gorizia. Qui nel 1836, ospite dei conti Coronini, la famiglia dà il suo addio a Carlo X sorpreso dal colera appena 9 giorni dopo il suo arrivo.



Camera dove morì Carlo X il 6 novembre del 1836

Palazzo Coronini Cronberg conserva ancora oggi al suo interno degli arredi molto ricchi ed è immerso in un tranquillo e rigoglioso giardino all'inglese. Tra le sale più importanti c'è la camera dove morì Carlo X e oggi trasformata in salotto per via di uno scambio di mobilia avvenuto con lo stato francese. In uno dei saloni spiccano alle pareti anche due famosi ritratti opera Ludwig Guttenbrunn e datati 1788: uno rappresenta "Maria Antonietta in veste di Erato" e nell'altro si vedono i suoi due bambini, "Maria Teresa e Luigi Giuseppe", che si tengono per mano nei giardini del Petit Trianon


Il resto della Famiglia troverà alloggio presso il palazzo cittadino che oggi ospita il Grand Hotel Entourage (dal nome dell'entourage che aveva seguito il re Carlo X appunto). In questa dimora Maria Teresa vivrà per ben 9 anni dedicandosi completamente all'educazione dei nipoti ed in particolare del re de facto Enrico d'Artois, prima di partire definitivamente alla volta dell'Austria.




Un bellissimo busto della regina Maria Antonietta si trova proprio all'ingresso del Hotel


Nel castello di Frohsdorf vicino a Vienna, Maria Teresa assiste alla morte del marito avvenuta il 3 giugno del 1844. La scomparsa del suo sposo precede di soli 6 anni quella della stessa Madame Royale che morirà di polmonite il 19 ottobre del 1851 all'età di 70 anni.

Oggi tutti i membri della sua famiglia in esilio riposano insieme a lei nella Cripta del Monastero di Castagnevizza. Qui, in una nicchia situata sotto l'altare centrale della Chiesa, si trovano le tombe di Maria Teresa duchessa d'Angouleme, di re Carlo X, del duca d'Angouleme suo marito, noto come Luigi XIX, quella di suo nipote Enrico V, della moglie e della sorella di lui.




















Un pezzo di Francia adagiato sulle colline al confine tra Italia e Slovenia che abbiamo avuto la fortuna di visitare proprio domenica scorsa insieme gli amici dell'Aimant.

Per omaggiare la duchessa d'Angouleme abbiamo portato un mazzo di rose bianche: il fiore preferito da sua madre Maria Antonietta.



Quello appena concluso è stato per me un viaggio ricco di emozioni e di commozione che ci ha permesso di scoprire una parte della storia di Francia da molti dimenticata ma allo stesso tempo ricca di fascino.

Per leggere il racconto dell'intero week end  vi invito a visitare il blog ufficiale dell'AIMANT mentre per scoprire l'affascinante personaggio di Maria Teresa vi consiglio la toccante biografia scritta dal grande Andre Castelot "Madame Royale" e (purtroppo) disponibile solo in lingua francese.


Di Madame Royale e di un curioso aneddoto che la riguarda legato al bellissimo dipinto di Adolf Ulrik Wertmuller, vi avevo parlato QUI


A presto.

mercoledì 1 gennaio 2020

Madame du Barry: luci ed ombre della dernière favorite royale.

Ammettiamolo, per moltissimi fan di Maria Antonietta quello di Jeanne Becu, passata alla storia come Madame du Barry, è un personaggio scomodo e decisamente antipatico.

Prostituta senza scrupoli, perfida nemica della giovane e ingenua delfina, subdola amante del vecchio e donnaiolo re Luigi XV; per le giovanissime generazioni ha l'atteggiamento volgare e il linguaggio scurrile di Asia Argento del film Marie Antoinette di Sofia Coppola mentre per quelli della mia generazione è la bellissima ma diabolica antagonista del cartone animato Lady Oscar.

Ma chi era davvero Madame du Barry?


Madame du Barry by Elisabeth Vigée Lebrun. 1781
Marie Jeanne Becù, nota anche come Mademoiselle Lange (o meglio l'Ange - l'Angelo) dal nome del frate francescano (fratello Ange) con cui si dice sua madre l'avesse concepita, nacque in Lorena nel 1743. Figlia dell'amore e senza padre, Jeanne crebbe in un convento di Parigi, città dove sua madre si era trasferita in cerca di fortuna. Uscita dal convento, a soli 15 anni dovette iniziare a cavarsela da sola e a tal fine si adattò ai lavori più svariati: domestica, parrucchiera, commessa in un negozio di moda.


Madame du Barry par Drouais

Bellissima e dotata di una fisicità prorompente, Jeanne capì ben presto che per assomigliare alle signore ingioiellate ed eleganti che vedeva sfilare per le strade di Parigi, avrebbe dovuto mettere a frutto ciò che di più bello la natura le aveva donato: il suo corpo. Sarà Jean-Baptiste du Barry a fare di lei una vera e propria prostituta d'alto bordo. Amante della bella vita e perennemente indebitato, Monsieur du Barry capì che Jeanne poteva essere la sua gallina dalle uova d'oro.

Gli uomini rimanevano letteralmente abbagliati e completamente soggiogati dalle sue doti amatorie e il suo sfruttatore non esitò ad offrirla ai più grandi signori dell'epoca, tra i quali c'era anche il settantenne duca di Richelieu: amico fidato del re che dalla morte di Madame de Pompadour era alla ricerca di una degna sostituta capace di conquistare il cuore del sovrano.

In quel periodo il vecchio Luigi XV sembrava essere ormai stanco di tutto: aveva perduto nell'arco di un paio d'anni molti membri della sua famiglia, tra cui suo figlio, suo nipote e sua moglie Maria Leczynska, e la malinconia che da sempre lo affliggeva sembrava avere avuto la meglio su di lui.

Louis XV, le Bien Aime en armure Maurice Quentin de La Tour (1748)

Grazie alla complicità del leggendario Le Bel, valletto de Chambre del re e suo fedele procacciatore di amanti, la du Barry venne fatta sfilare sotto al naso del Bien Aimé che ne rimase immediatamente folgorato.

E come poteva essere altrimenti? Così la descrive il Principe de Ligne all'epoca del suo ingresso a Versailles:
"E' alta, ben fatta, di un biondo incantevole. Ha la fronte alta, begli occhi, sopracciglia armoniose, viso ovale, con delle piccole fossette sulle guance che la rendono provocante come nessun'altra; la bocca pronta al riso, la pelle fine, un petto che confonde tutte le altre, suggerendo a molte di sottrarsi a un confronto"

François-Hubert Drouais, Portrait de la comtesse Du Barry en Flore (1769)
Le vere doti dell'Ange però vennero svelate al sovrano lontano dagli ori della Galerie des Glaces e tra le più confortevoli mura della camera da letto: Luigi XV rimase letteralmente stordito dalle prodezze della sua amante e rivelò al duca di Noailles che nessuna delle innumerevoli amanti che aveva avuto era mai riuscita a suscitargli sensazioni simili. Il duca fece notare al vecchio sovrano che "Sua Maestà non è mai stato in un bordello."

Ecco, questo era il vero nodo della questione. La du Barry non era una delle tante giovani aristocratiche che erano state spinte nel letto del sovrano, ne una borghese -ma pur sempre rispettabile- Pompadour: la du Barry era una vera e propria prostituta e la sua presenza a corte, inammissibile.

Al vecchio re che sembrava  rinato dopo l'incontro con la sensuale22enne, tutto ciò non importava: "A me piace e tanto basta!"

Venne data in sposa al fratello scapolo dello stesso du Barry già nel 1768, le venne concesso prontamente il titolo di contessa e prese da subito possesso degli appartamenti a Versailles lasciati liberi dal povero Le Bel, morto improvvisamente quell'anno.




Gli Appartamenti occupati da madame du Barry per la durata quinquennale del suo soggiorno a Versailles, riflettono ancora oggi la sua personalità ma anche il potere che aveva raggiunto.

Madame du Barry par Drouais

Jean-Baptiste-André Gautier d’Agoty, Madame du Barry , 1771
Madame du Barry by Jean-Baptiste Greuze. Circa 1770s

Odiatissima dal duca di Choiseul (il ministro degli Esteri che aveva favorito le nozze della delfina Maria Antonietta con Luigi Augusto) che sperava di infilare nel letto del re sua sorella, la duchessa de Gramont, e che a causa dell'arrivo dell'Ange vide il progetto sfumare, l'ex prostituta, che in realtà voleva restare fuori dagli intrighi di corte e godersi a pieno i vantaggi della sua nuova posizione, aveva però molti nemici.

Suo malgrado Jeanne divenne infatti il punto di riferimento di un'intera fazione, quella che voleva l'eliminazione di Choiseul da corte, e allo stesso tempo bersaglio preferito di tutti coloro che da tempo non condividevano la politica del vecchio sovrano, non più così "Beneamato" ne dalla corte, ne dal suo popolo.

Nel bel mezzo di questa guerra di corte era giunta a Versailles nel 1770 la giovane Maria Antonietta. Risucchiata in un turbinio di chiacchiere, maldicenze e fazioni, la giovane delfina sembrò quasi da subito mal tollerare la presenza a palazzo di questa prostituta: "Questa sciocca creatura per il quale il re ha una così insopportabile debolezza."



L'avversione di Maria Antonietta nei confronti della du Barry nasceva principalmente da 3 diversi fattori:
- i rigidi principi morali cui era stata cresciuta alla corte di Vienna che le impedivano di ammettere la presenza di una donna del genere a corte;
- l'ovvia avversione per il clan anti-choiseul, contrario all'alleanza con l'Austria
- la serie infinita di pettegolezzi e maldicenze che aveva ascoltato negli Appartamenti delle Zie di suo marito, les Mesdames de France, all'epoca dotate di un grande ascendente nei confronti della giovane delfina e  note avversarie di madame du Barry che non avevano perso tempo a riportare voci secondo le quali nei salotti della du Barry si leggevano lettere denigratorie nei confronti di sua madre, Maria Teresa d'Austria, scritte dal principe di Rohan (all'epoca ambasciatore presso la corte austriaca)

Tutti sappiamo quanto l'atteggiamento ostile di Maria Antonietta nei confronti della du Barry fosse sul punto di causare un vero guaio diplomatico e possiamo solo immaginare quanto fu dura per la giovane e testarda delfina rivolgere all'amante del re quelle poche parole, ormai divenute leggendarie, il giorno di Capodanno del 1772:
"Il y a bien du monde aujourd'hui a Versailles" ("C'è tanta oggi qui a Versailles")




Pare che in realtà i rapporti tra le due dame col passare degli anni si ammorbidirono anche se Maria Antonietta continuò a rifiutare i doni dell'amante del vecchio re e accolse con sollievo il suo allontanamento dalla corte all'indomani della morte del sovrano nel 1774.

Dopo essere stata spedita in convento, madame du Barry ottenne da Luigi XVI la grazia di poter ritornare nel suo rifugio di Louveciennes, donatole dal re anni prima insieme ad una pensione e ad un numero impressionante di gioielli, oggetti e opere d'arte che adornavano la sua deliziosa dimora a due passi da Parigi.

Pavillon de la Musique a Louveciennes

Vista dagli Appartamenti di madame du Barry a Versailles

Appartamento di madame du Barry

Mobili appartenuti a madame du Barry. Louvre. sale XVIII siecle  Foto Alice Mortali

Dettaglio del monogramma di madame du Barry su un pezzo del servizio di porcella di Sevres.
Musée des Arts Decoratifs. Paris

Qui Jeanne continuò a condurre un'esistenza serena e a ricevere ospiti illustri (persino Giuseppe II durante il suo soggiorno a Versailles si sentì in dovere di rendere omaggio all'ex amante di Luigi XV con grande disappunto di sua sorella.) La sua condizione privilegiata non le fece però mai dimenticare le origini umili e per tutta la vita madame du Barry continuò a fare molta beneficenza, ad elargire favori e ad aiutare quanti chiedevamo il suo soccorso e la sua intercessione.

Lo scoppio della Rivoluzione però travolse anche lei. Derubata di molti suoi gioielli scoprì che questi erano stati rivenduti in Inghilterra. Decisa a recuperare quanto le apparteneva, si recò più volte sul (nemico) suolo inglese, destando i sospetti dei rivoluzionari.

Arrestata nel settembre del 1793, dopo essere tornata in Francia per difendere la sua amata Louveciennes  posta sotto sequestro dal governo rivoluzionario, venne rinchiusa nella prigione di Sainte Pélagie.

Trasferita alla Conciergerie per essere poi processata, venne condannata alla ghigliottina  l'8 dicembre dello stesso anno dall'implacabile Fouquier-Tinville . La gioia di vivere dipinta sul viso benevolo e la bellezza ancora intatta alla soglia dei 50 anni, colpirono tutti coloro che erano giunti in Place de la Concorde per assistere alla fine della favorita di Luigi XV. A differenza di molti altri importanti personaggi avviatisi prima di lei al patibolo, nel momento finale le mancò il coraggio: implorò pietà, pianse e gridò cercando la grazia della folla presente creando una grande commozione. La scena pietosa spinse il boia ad accelerare la fine del supplizio ignorando quella che fu la sua estrema richiesta:
 "Vi prego Monsieur aspettate ancora un momento."

Oggi i resti di madame du Barry, inizialmente sepolti nel Cimitero della Madeleine, riposano probabilmente nelle Catacombe di Parigi.

Il suo stile floreale, delicato e già rivolto al gusto neoclassico, cosi moderno e così simile a quello reso poi famoso da Maria Antonietta è rimasto impresso in molti dei raffinati oggetti di cui si circondò e nell'arredamento dei suoi sublimi e ricchi Appartamenti situati al secondo piano dello Chateau de Versailles proprio di fianco a quello del re.
Vi lascio con alcune delle foto scattate nell'ambito della visita agli Appartamenti di madame du Barry (insieme ad altre provenienti dal web) durante il nostro Maria Antonietta Tour 2014.

Buon Anno a tutti!

Antichambre

Lit de Madame du Barry Foto Alice Mortali

Salon Madame du Barry Foto Ganymede

Lit Madame du Barry. Foto Alice Mortali

 Foto Alice Mortali

Biblioteca.  Foto Alice Mortali

Salle a manger. Foto Noemi Binago
Sala da Bagno. Foto Flickr

Foto Chateau de Versailles

Busto di Madame du Barry. Foto Chateau de Versailles

 Foto Alice Mortali

 Foto Alice Mortali

Il nostro gruppo negli Appartamenti di Madame du Barry.  Foto Alice Mortali

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